
Molto spesso la risposta a questa cruda, ma amara considerazione e' legata ad un semplice fattore: il numero delle donne quasi sempre e' decisamente superiore al numero dei tangueri.
Partendo da questo punto fermo, sarebbe interessante capire cosa spinge il tanguero a scegliere una mujer piuttosto che un'altra: la sua bravura, la sua avvenenza, la scelta di ballare con ballerine gia' "conosciute" o piuttosto la "novita'" di ballare con una donna con cui non si e' mai ballato???
Per quanto mi riguarda alcune cose son sicure:
- quando vado in milonga se vi sono ballerine con cui non ho mai ballato , provo sicuramente a ballare prima con loro e poi ballo con chi conosco ormai da tempo;
- la bravura e la naturalezza della ballerina: penso che sia naturale e piacevole ballare con ballerine con cui immediatamente si instaura un feeling di reciproca intensa e fiducia; e comunque sia poi esistono le tande: se a fine tanda il feeling non e' scattato....change la femme.
- la morbidezza della ballerina (indipendentemente dalla bravura): quando trovo quelle che si appendono, o quelle rigidissime (noi diciamo intisicate) o che ballan da sole senza sentire la "marca" sicuramente a fine tanda....le mollo;
- la simpatia della ballerina: soventemente noi uomini (IN MANIERA MOOLTO ANTIPATICA E SBAGLIANDO!!!) tendiamo a fare i galletti o i professori mentre balliamo, dando indicazioni su questo o quel passo da fare. Ma vogliam parlare quanto sia piacevole ballare con una ballerina sorridente e sognante, piuttosto che con una tanguera che tende a "comandare" o che in maniera verbale o silenziosamente plateale ti fa capire che sbagli tutto!!!.
Bene io ora il sassolino nello stagno l'ho gettato, vediamo ora che succede.
Prima di lasciarvi a qualche dolce ascolto, ringrazio Gaspare per la sua nuova vignetta, che mi ha dato lo spunto per questo "provocatorio" post.
- "Tierra de Ante" - Los Muchachos de Antes- link
- "Como dos extranos" - Carlos Cabrera - link
- "Escualo" - Astor Piazzolla - link
- "Si soy asi" - Carlos Gardel - link
"Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità".(Jean de La Bruyère)